La selezione clonale in Italia

La selezione clonale in ItaliaINTRODUZIONE
La metodologia che viene adottata dagli anni ’70 per la selezione clonale nel nostro Paese si articola fondamentalmente nelle seguenti fasi:

Indagine sulla variabilità delle popolazioni dei vitigni da selezionare
Per intraprendere il lavoro di selezione è indispensabile che l’operatore abbia una profonda conoscenza delle varie aree di coltura recenti e passate e delle caratteristiche morfologiche e fisiologiche delle cultivar oggetto di selezione; qualora queste conoscenze fossero insufficienti o addirittura mancanti, è indispensabile procedere a studi preliminari.

Individuazione fenotipica dei presunti cloni
È la fase più delicata della selezione clonale e prevede il reperimento nell’ambito del vitigno del maggior numero possibile di biotipi apparentemente esenti dalle principali malattie da virus.
Il concetto ispiratore fondamentale da seguire dovrebbe essere quello di isolare tutti i biotipi che compongono il vitigno; questo permetterebbe di limitare al minimo la perdita di “variabilità” e salvaguardare il patrimonio genetico.
Per i controlli sanitari viene seguita la metodica dei controlli visivi in pieno campo, seguiti da test diagnostici quali quelli immunoenzimatici (Elisa) e immunomicroscopico (Isem).
In alcuni casi potrebbe risultare opportuno il risanamento mediante termoterapia di biotipi interessanti, ma che risultano affetti da virus.

Comparazione dei presunti cloni
Con i presunti cloni individuati nella fase precedente devono essere costituiti i campi di omologazione-confronto in due ambienti ecologicamente diversi secondo i seguenti criteri: ogni biotipo isolato deve essere moltiplicato su almeno due portinnesti e dovrà essere rappresentato da almeno 24 piante (12 per portinnesto) per ambiente, disposte secondo uno schema randomizzato.
In questi vigneti sperimentali dovrà essere effettuata una numerosa serie di rilievi morfo-fisiologici e produttivi (compresi i controlli enologici), ripetuti per tre annate di piena produzione. Essi hanno innanzitutto lo scopo di mettere in evidenza la varianza fenotipica e quella genotipica.
Durante le tre annate di controlli previsti, dovranno essere effettuati anche i controlli definitivi dell’assenza delle principali malattie da virus.
I presunti cloni dovranno essere esenti da:
Vitigni portinnesto: complesso della degenerazione infettiva (arricciamento ed altri nepovirus); complesso dell’accartocciamento fogliare e relativi closterovirus; complesso del legno riccio (rupestris stem pitting, Kober stem grooving, LN 33 stem grooving, suberosi corticale) e relativi virus; maculatura infettiva o fleck; necrosi delle nervature; mosaico delle nervature; malattie da fitoplasmi.
Vitigni europei: complesso della degenerazione infettiva; complesso dell’accartocciamento fogliare; complesso del legno riccio; suberosi corticale; maculatura infettiva; enazioni; malattie da fitoplasmi (nei vitigni europei è tollerata la presenza di necrosi delle nervature e mosaico delle nervature).
Gli accertamenti sanitari dovranno essere effettuati adottando le seguenti tecniche:
a) saggi sierologici ELISA per l’accertamento dei virus di cui esistono anticorpi specifici: arricciamento della vite ed altri nepovirus europei; closterovirus, trichovirus; maculatura infettiva, ecc.;
b) saggi biologici di durata poliennale con indicatori di Vitis: Vitis rupestris St. George (arricciamento, Fleck, rupestris stem pitting); Vitis berlandieri x Vitis riparia Kober 5BB (Kober stem grooving); Ibrido LN 33 (Ln stem grooving, suberosi corticale, enazioni); Vitis vinifera con uno dei seguenti vitigni: Cabernet franc o Cabernet Sauvignon, Pinot nero, Merlot, Barbera o altri buoni indicatori di accartocciamento fogliare; Vitis berlandieri x Vitis riparia 110 Richter (necrosi delle nervature); Vitis riparia Gloire de Montpellier (mosaico delle nervature).

Omologazione dei cloni migliori e conservazione del materiale di “base”
I presunti cloni agronomicamente migliori ed esenti dalle malattie da virus, una volta ottenuta l’omologazione, dovranno essere moltiplicati ed opportunamente conservati in apposito vigneto (campo di conservazione del materiale di “base”) sotto la diretta responsabilità del Costitutore.
I cloni, risultati meno soddisfacenti per alcuni caratteri giudicati oggi poco interessanti o addirittura negativi, ma che potrebbero risultare preziosi per il miglioramento genetico in un futuro più o meno prossimo, andranno trasferiti nei campi di conservazione del germoplasma (banca dei cloni).
Sulla base dell’esperienza acquisita in Italia in circa 30 anni di attività di selezione è stata messa a punto, considerando proposte e suggerimenti delle diverse competenze (genetiche, sanitarie, enologiche), una metodologia più semplice, rapida, ma allo stesso tempo efficace, di selezione approvata dal Comitato Nazionale per l’Esame delle Varietà di Vite il 3 marzo 2000, adottata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con D.M. 06.02.2001 e che dovrà essere seguita dai selezionatori che si accingono in futuro ad effettuare questo tipo di lavoro.
Tale procedimento prevede le seguenti fasi operative:
a) individuazione e scelta delle piante madri dei presunti cloni sulla base delle caratteristiche che interessano il selezionatore;
b) esecuzione, sulle piante scelte, dei test virologici previsti dal protocollo precedente;
c) costituzione di almeno un vigneto di moltiplicazione, con un minimo di 20 ceppi per ogni biotipo, su un portinnesto. Il campo dovrà essere costituito preferibilmente nella zona di individuazione o di diffusione del vitigno in selezione o comunque vocata ed il terreno dovrà essere esente da nematodi vettori. I ceppi risultati positivi ai test ELISA dovranno essere propagati separatamente;
d) rilievi ed analisi sulle discendenze clonali per almeno 3 annate al fine di verificare la persistenza, dopo la propagazione, del/i carattere/i per il/i quale/i si è effettuata la selezione.
Per i vitigni ad uva da vino, al fine di verificare le potenzialità enologiche del presunto clone, dovranno essere effettuate curve di maturazione degli zuccheri, degli acidi fissi, dell’acidità titolabile, del pH; microvinificazione con analisi chimiche e sensoriali dei vini.
Per i vitigni a buccia colorata sono inoltre obbligatorie le seguenti analisi chimiche delle uve:
- profilo degli antociani della buccia (se il clone è dotato di polpa colorata, è necessario determinare anche il profilo degli antociani di questa parte dell’acino);
- profilo degli acidi idrossicinnamici legati all’acido tartarico della buccia e della polpa;
- profilo dei flavonoli della buccia;
- indici di antociani totali a maturazione.
Nella presentazione dei cloni per l’omologazione devono essere indicate le caratteristiche in base alle quali è stata fatta la selezione.
In questo modo si potrebbe arricchire in tempi ragionevoli il patrimonio in cloni del nostro Paese, incrementando anche la variabilità di biotipi necessaria per il mantenimento e miglioramento della qualità dei vini.

ELENCO PROPONENTI L’OMOLOGAZIONE DEI CLONI
COSTITUTORI E/O SELEZIONATORI:
1 Istituto Sperimentale per la Viticoltura - Conegliano (Tv)
2 Vivai Cooperativi Rauscedo - Rauscedo di S. Giorgio della Richinvelda (Pn)
3 P.a. Giuseppe Tocchetti - Due Carrare (Pd)
4 Vivaio governativo di viti americane - Palermo
5 Centro Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg - Vadena (Bz)
6 Istituto Agrario S. Michele all’Adige - S. Michele all’Adige (Tn)
7 Istituto di Patologia Vegetale - Università di Milano
8 Dipartimento di Colture Arboree - Università di Bologna
9 Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose - Università di Pisa
10 Dr. Gino Salvaterra - Trento
11 Dipartimento di Difesa delle Piante dalle Malattie - Università di Bari
12 Centro di Studio per il miglioramento genetico e la biologia della vite - C.N.R. - Torino
13 Istituto Tecnico Agrario “Celso Ulpiani” - Ascoli Piceno
14 Consorzio interprovinciale per la frutticoltura - Cagliari
15 Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura - Università di Firenze
16 Facoltà di Agraria - Istituto di Fruttiviticoltura - Università Cattolica “Sacro Cuore” - Piacenza
17 Comitato Vitivinicolo Veronese - Verona
18 Camera Commercio Industria Artigianato e Agricoltura - Vicenza
19 Istituto di Coltivazioni Arboree - Istituto di Patologia Vegetale - Università di Catania
20 Cantina Sperimentale di Milazzo - Milazzo (Me)
21 Veneto Agricoltura - Legnaro (Pd)
22 Cantina Sperimentale di Noto - Noto (Sr)
23 Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia (ERSA) - Gorizia
24 Camera Commercio Industria Artigianato e Agricoltura - Alessandria
25 Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei - Dipartimento di Patologia Vegetale - Università di Sassari
26 Istituto di Coltivazioni Arboree - Università di Perugia
27 Regione Toscana - Assessorato Agricoltura - Firenze
28 Soc. Banfi S.p.A. - Montalcino (Si)
29 Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia - Brescia
30 Consorzio Vino Chianti Classico - San Casciano Val di Pesa (Fi)
31 Regione Campania - Assessorato Agricoltura, Settore Sperimentazione e Ricerca - Napoli
32 Centro Ricerche Produzioni Vegetali - Diegaro di Cesena (Fo)
33 Istituto di Coltivazioni Arboree - Università di Milano
34 Istituto di Patologia Vegetale - Università di Bologna
35 Istituto di Coltivazioni Arboree - Università di Bari
36 Istituto di tecnologie dei prodotti agroalimentari - Università di Bari
37 Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel Settore Agricolo-forestale di Firenze (ARSIA)
38 Dipartimento di Scienze e Tecnologie Fitosanitarie - Università di Catania
39 Consorzio Vino Chianti - Firenze
40 Consorzio del vino nobile di Montepulciano - Montepulciano (Si)
41 Regione Lombardia - Direzione Agricoltura - Milano
42 Consorzio Agrario di Siena
43 Dipartimento di Biotecnologie Agrarie - Università di Firenze
44 Consorzio della denominazione San Gimignano - San Gimignano (Si)
45 Fondazione “Fojanini” di Studi Superiori - Sondrio
46 Agenzia Regionale Umbra per lo Sviluppo e l’Innovamento in Agricoltura (ARUSIA) - Perugia
47 Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo dell’Abruzzo (ARSSA) - Avezzano (Aq)
48 Consorzio Tutela del Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc - Maiolati Spontini (An)
ENTAV Etablissement National Technique pour l’Amélioration de la Viticulture - Le Grau du Roi, Espiguette - Francia


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